UCTAT Newsletter n.92 – settembre 2026
di Stefano Topuntoli
Gentile Sindaco Giuseppe Sala,
via Padova trasformata in boulevard con alberi ad alto fusto e marciapiedi di cinque metri, parcheggi dimezzati a favore di pedoni e ciclisti, corsia preferenziale verso Loreto per autobus, taxi, cicli e motocicli, aree di sosta corredate di panchine per favorire socialità e scambi di pensiero, insomma un’idea bellissima realizzata in un anno di cantiere. L’ideatore e il progettista, però, non hanno fatto i conti con la popolazione residente della quale io faccio parte da quando sono nato nel 1960. Il tratto più evidente degli abitanti, guardando le foto allegate, sembra essere la maleducazione e la scarsa capacità di condividere e prendersi cura del bene comune. Questa nuova sistemazione ha messo in moto comportamenti umani che hanno notevolmente intristito l’aspetto generale, ne vado ad elencare qualcuno: i grandi vasi con irrigazione sono diventati cassonetti a cielo aperto ricettacolo di ogni tipo di rifiuto e usati anche come orinatoi pubblici, le aree di sosta con panchine sono ricercatissime nelle ore notturne per baccanali ad alto tasso alcolico e schiamazzi con decibel fuori controllo, il dimezzamento dei parcheggi ha intensificato la sosta in doppia fila nelle ore centrali durante la consegna delle merci con conseguente crisi della circolazione, la quantità di rifiuti sparsa per i marciapiede e nei vasi cilindrici obbliga ad un super lavoro il personale dell’AMSA costretto alla raccolta a mano, il servizio è comunque regolare, efficiente e molto apprezzato. Forse, prima di prendere qualsiasi iniziativa di questo genere varrebbe la pena considerare i rischi e la conseguenze che si generano, ma adesso l’unico modo per rimediare sembra quello di organizzare ronde di polizia municipale che correggano coartatamente gli usi e costumi incivili, ma vivere in uno stato di polizia punitiva sarebbe un rimedio peggiore del male, così per distrarmi e distogliere lo sguardo dallo schifo entro a passeggiare nel mio amato Parco Trotter, un luogo che ancora resiste a fatica nella sua funzione e dove io da bimbo frequentai la scuola materna.
Cordiali saluti


































