Casa Selene, Viale Umbria 98, Milano

UCTAT Newsletter n.88 – aprile 2026

di Lorenzo Degli Esposti

L’edificio, Casa Selene (2011-2021), è composto da una manica a completamento della cortina edilizia sul viale Umbria e da una manica ad essa ortogonale che si allunga in profondità verso il centro dell’isolato, con sviluppo in altezza – per undici piani fuori terra – dell’ultimo dei tre corpi scala serventi l’edificio: dal punto di vista morfo-tipologico l’edificio è dunque un ibrido tra corpo in cortina, corpo in linea e corpo a torre. Dall’ampia lobby a doppia altezza su strada si accede ad un portico che disimpegna tutti i corpi scala ed i parcheggi interrati, serviti da scale autonome. Tale composizione planivolumetrica determina tre fronti principali: quello sul viale verso ovest e altri due fronti affacciati a sud e a nord, ben percepibili dalla strada attraverso due ampi portali: quello pedonale alto cinque piani fuori terra tramite il quale è visibile di scorcio il fronte sud e quello carrabile alto due piani fuori terra tramite il quale è visibile il fronte nord. Il progetto vuole dunque, pur nel convalidare la continuità della cortina, aprire l’isolato e consentire viste inusuali dalla strada verso l’interno. A Milano sono stati realizzati nel tempo alcuni esempi di rapporto tra strada e isolato che mediano continuità e trasparenza, come la Casa Rustici di Terragni e Lingeri (1933-36) in Corso Sempione/via Procaccini, o l’ancor più libera configurazione del complesso di Corso Italia di Moretti (1951-56).

La sintassi del progetto di Casa Selene è basata su una composizione di facciata con aggetti asimmetrici: il fronte sul viale presenta quattro bowindow alti un piano (più un ulteriore corpo, simile ai precedenti, nella forma di loggetta), il fronte sud due corpi loggiati in aggetto alti quattro piani. Il disegno di facciata ad aggetti asimmetrici ha vari precedenti a Milano, quali la Casa astratta di Perogalli e Mariani (1951-52), anch’esso un corpo in cortina o, con riferimento a corpi in linea, i condomini di Caccia Dominioni in via Nievo 28/a (1955-57) e dei fratelli Latis in via Rossetti (1959-60), specialmente il fronte sul retro. In tutti questi casi, modesti aggetti (bowindow) caratterizzano una composizione dinamica ed asimmetrica dei fronti. Nel nostro progetto, il disegno della facciata sud non si esaurisce nella disposizione degli aggetti pluripiano; sono previste leggere strutture metalliche (sezione quadrata, 60 mm) che accorpano i balconi in gruppi che aumentano la loro altezza da terra fino al coronamento: un solo balcone al piano primo, poi due livelli raggruppati (piani 2-3), tre livelli raggruppati (piani 4-6) e infine quattro livelli (piani dal 7 al superattico). Il fronte nord ha un diverso disegno: su questo lato sono presenti lunghe balconate continue, altro carattere tipico dell’architettura residenziale milanese, con numerosi esempi come la Casa ai Giardini d’Ercole di Gardella, Castelli Ferrieri e Menghi (1949-55) e il contiguo corpo interno del complesso Melzi Pertusati, progettato da Minoletti (1955-59). Nel nostro progetto, tuttavia, il trattamento linguistico di tali balconate presenta delle differenze: ai primi due livelli della balconata, essa è racchiusa da setti che la configurano come loggia; ai piani superiori, le balconate sono scandite dagli stessi sottili telaietti metallici che compaiono sugli altri fronti. La disposizione dei montanti di tale sottile diaframma, memore di simili utilizzi nella casa di via Lanzone (fronte su via Ghisleri) dei Latis (1949-51) e soprattutto degli edifici di Guglielmo Mozzoni (via Fatebenefratelli, via Corridoni), è nel nostro caso disegnata sul fronte nord in prospettiva rallentata, con moduli incrementali.

I muri perimetrali sono finiti ad intonaco colore bianco, con rivestimenti in pietra travertino nei pilastri della lobby d’ingresso su strada, del portico condominiale di distribuzione al piano terra e del fronte dei corpi in aggetto ai piani superiori della facciata sud. Le cornici dei bowindow in facciata su viale Umbria sono rivestite in lamiera di lega metallica color oro. Parapetti a bacchette metalliche e telai sono verniciati in color bianco; le fioriere integrate nei parapetti doteranno la facciata di una vegetazione rampicante, che si potrà estendere aggrappandosi ai telaietti metallici.

Address: viale Umbria 98, Milan

Land area: 1.540 sqm

Above ground building floor area: 7,500 sqm / 80,000 sqf

Underground building floor area: 4,000 sqm / 43,000 sqf

Storeys: 14 (3 underground storey, 11 storeys above ground)

Building lenght: 59 m

Building height: 36 m

Unit number: 54 apartments, common spaces

Underground parking lots: 67

Credits

Architect:

Degli Esposti Architetti:

Arch. Lorenzo Degli Esposti, Milan; registered architect, Milan n. 13949

Arch. Paolo Lazza, Milan; registered architect, Milan n. 11126

Arch. Stefano Antonelli, Milan (First project version, 2011-15); registered architect, Milan n. 12852

Supervision of construction:

Arch. Lorenzo Degli Esposti

Arch. Paolo Lazza

Arch. Stefano De Vita

General contractors:

First phase: Cooperativa Muratori di San Felice sul Panaro soc. coop. a r.l., San Felice sul Panaro (Mo)

Second phase (Civil works): Oliva Costruzioni & Servizi S.r.l., Napoli

Second phase (Electrical and mechanical works): Pi-GROUP S.r.l., Corato (Ba)

Developer:

Kamelya Real Estate S.r.l. (Gruppo Casillo)

Photography

Maurizio Montagna – mauriziomontagna.com

Drone photos: Degli Esposti Architetti