UCTAT Newsletter n.89 – maggio 2026
di Stefano Pareti*
<<C’è l’albero di città, grido del verde, unica cosa ingenua nel deserto atroce.>>
(Camillo Sbarbaro – 38 – da TRUCIOLI (1914-1918)
<<Eppure, nel suo torpido cuore di legno
sente e gode il tornare delle stagioni.>>
(Primo Levi – CUORE DI LEGNO)
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DALLA POESIA…
Gli alberi non sono solo elementi di arredo, ma esseri viventi. Quello che non si capisce è l’indifferenza al verde. I monumenti della natura rimangono per sempre a meno che non intervenga – come in questo caso – una impietosa e terribile motosega.
Nelle città la temperatura sta schizzando in alto perché cemento chiama cemento. Non basta però solo piantare, bisogna curare, cioè progettare lo spazio a disposizione. Piantare alberi è la speranza per le città del futuro, ma è necessario possedere una buona cultura economica, urbanistica e architettonica. L’unica maniera seria per prepararsi al futuro è quella di rendere le città più verdi e permeabili possibile. Non è il piantare alberi nelle città, ma il non piantarli che cambierà per sempre il volto delle nostre città.
La funzione principale delle amministrazioni locali è rendere le città resistenti al riscaldamento globale e coprirle di alberi: è una delle poche cose sagge che si possa fare.
Vediamo adesso un caso di netto contrasto con la teoria testé sviluppata.
… ALLA PROSA
Questa vicenda nasce l’8 aprile 2008 e non è facile immaginare che si concluderà a breve. Eppure qualche episodio avrebbe potuto allertare le istituzioni cittadine, ma così non è avvenuto finora.
Direi però di partire nel nostro excursus dal 25 agosto 2024, quando cittadini residenti e Legambiente presentano un ricorso al giudice civile contro l’abbattimento di 15 alberi ultrasettantenni (12 tigli e 3 cedri piantati nel 1954-55) di piazza Cittadella.
Il taglio degli alberi è una provocazione che i piacentini non accettano per le ragioni più sopra esposte. La sera stessa del giorno successivo inizia perciò un presidio dell’area, giorno e notte, da parte di cittadine e cittadini per sorvegliare dall’inizio se i lavori di taglio degli alberi medesimi si svolgeranno in condizioni di regolarità e sicurezza per poterne informare la cittadinanza. Inizia anche una raccolta di firme online e in forma cartacea: in pochi giorni ne saranno raccolte oltre 33mila.
Il 28 agosto 2024 oltre 500 persone si radunano in piazza Cittadella per protestare contro ogni ipotesi di abbattimento dei 15 alberi della piazza. Ma il 5 novembre 2024 un decreto del Tribunale di Piacenza, annullando una precedente ordinanza del 24 settembre, autorizzava il taglio degli alberi.
Da parte sua, il Comune di Piacenza aveva autorizzato, il 24 settembre 2024, la demolizione dell’ex autostazione di proprietà comunale, che veniva immediatamente eseguita da una ditta piacentina per conto della ditta assegnataria della gara, Piacenza Parcheggi SpA.
Dopo l’abbattimento di alberi e autostazione, il cantiere viene recintato e i lavori annunciati non sono mai più iniziati. A chi e con quali motivazioni, è attribuito lo stop?
UN LUNGO CAMMINO DI SCARSO SUCCESSO
Occorre fare un passo indietro rispetto ai giorni nostri e seguire una tabella di marcia dal suo inizio, e cioè dal già richiamato 8 aprile 2008 quando il consiglio Comunale di Piacenza approvò un Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2008-2010, che contiene il progetto preliminare di un parcheggio pubblico interrato di 768 posti auto, sotto le piazze Cittadella e Casali, nel centro storico zona nord della città. Al progetto preliminare è allegata la relazione tecnica di una indagine archeologica eseguita nel 2005 in piazza Cittadella (non in piazza Casali, si badi bene) da una ditta specializzata e incaricata dall’amministrazione Comunale. Ha qui inizio un cammino tormentato.
L’11 agosto 2010 la giunta Comunale di Piacenza modificava infatti il progetto preliminare del parcheggio sotterraneo riducendone i posti auto da 768 a 500. E per garantire la sostenibilità economica dell’intervento in project financing, stabilisce altresì l’attribuzione della gestione dei 2600 parcheggi pubblici di superficie, a pagamento, alla ditta vincitrice dell’appalto.
Dopo di che il 15 febbraio 2011 la giunta Comunale modifica nuovamente il progetto preliminare, confermando la concessione dei parcheggi a pagamento alla ditta aggiudicataria dell’appalto, ma escludendo dal progetto piazza Casali, nel cui sottosuolo non era stata effettuata alcuna indagine archeologica, indispensabile per ottenere il nulla osta della Soprintendenza ai Beni Culturali. Per questa esigenza il numero dei posti auto veniva ridotto da 500 a 250.
Il 23 marzo 2011 la stessa Soprintendenza Archeologica, presa visione del progetto preliminare del 2011, comunica il proprio nulla osta all’esecuzione del parcheggio sotterraneo in piazza Cittadella per 250 posti auto.
ANAC SEGNALAVA
Il 14 dicembre 2012 il Comune di Piacenza e l’Associazione temporanea di Impresa (ATI) Piacenza Parcheggi SpA, vincitrice dell’appalto, stipulavano il contratto di affidamento della costruzione di un parcheggio sotterraneo di 260 posti auto e della gestione dei parcheggi pubblici a pagamento.
Il cronoprogramma del Comune prevedeva che i lavori di costruzione del parcheggio iniziassero nel 2013 e si concludessero nel 2015.
Dall’1° gennaio 2013, per l’intanto, Piacenza Parcheggi SpA iniziava a gestire i parcheggi a pagamento e la rimozione forzata dei veicoli e ad incassarne gli introiti spettanti per contratto.
Questo stato di cose continua fino al 21 giugno 2016 data in cui si tiene una conferenza-dibattito organizzata dalle associazioni Italia Nostra, Archistorica, Legambiente, Comitato due piazze (Cittadella e Casali), ed altre realtà di analisi critica dei progetti di parcheggio sotterraneo e di proposta di restauro dell’intera piazza, con eliminazione del previsto progetto interrato. Erano trascorsi oltre tre anni senza che le opere previste dall’appalto avessero inizio. Nulla si muoveva e ciò alimentava il dissenso crescente nell’opinione pubblica piacentina, che intravvedeva la possibilità di un ripensamento rispetto agli obblighi contrattuali fino ad allora disattesi.
Il 4 dicembre 2018 il Comitato due piazze presentava un esposto indirizzato al Comune di Piacenza e ad altri Enti deputati al controllo degli atti pubblici, fra cui l’ANAC che il 29 novembre 2019 comunicava l’avvio di un procedimento di vigilanza con invito al Comune di trasmettere ad ANAC una relazione sull’iter seguito e i documenti atti a verificare quali fossero le cause del protrarsi della fase di progettazione e se esse potessero incidere sull’equilibrio dell’operazione da tempo avviata.
Il 14 ottobre 2020 ANAC con delibera n. 802 si pronunciava su gran parte delle criticità segnalate dall’esposto del Comitato due piazze, rilevando che si erano verificate oggettive anomalie nel procedimento.
RIPETUTE PROROGHE
In particolare ANAC evidenzia che le ripetute proroghe richieste da Piacenza Parcheggi SpA e accordate dal Comune di Piacenza, avevano contribuito a ritardare i termini di completamento di più di 7 anni oltre le scadenze fissate dal contratto! Infatti i ritardi e la mancata applicazione delle penali erano imputabili a inadempienze di entrambi i soggetti contraenti.
Secondo ANAC ciò contrastava con il buon andamento di una procedura che poteva essere causa di una lievitazione dei costi dell’intervento e della gestione dei parcheggi a pagamento che, alla fin fine sarebbero stati a carico degli utenti. Ciò era in contrasto con l’articolo 97 della Costituzione, nonché con i principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza che devono sempre orientare l’esecuzione dei contratti pubblici. Inoltre ANAC disponeva l’avvio di un monitoraggio sull’esecuzione della concessione fino all’avvio della gestione del parcheggio interrato.
Le cause di forza maggiore richiamate da Piacenza Parcheggi SpA per giustificare i ritardi nella consegna del progetto erano inesistenti. Come si può ancora oggi verificare consultando gli atti relativi, il concessionario non aveva eseguito alcun ulteriore accertamento archeologico. Quindi la conoscenza del sottosuolo di piazza Cittadella era ed è ancora quella del 2005, anno in cui il Comune eseguì alcuni carotaggi.
Lo conferma il fatto che il progetto dell’autosilo non ha subito alcuna modifica e dunque il ritardo non era imputabile alla Soprintendenza Archeologica che avrebbe preteso indagini mai richieste e mai eseguite, ma alla annosa elaborazione del progetto, compito di esclusiva competenza di Piacenza Parcheggi SpA.
Dunque l’Amministrazione Comunale di Piacenza aveva ed ha validi motivi, anche economici, per dar luogo in modo non sfavorevole per la finanza pubblica locale, alla rescissione del contratto.
E’ bene sottolineare che le penali previste dal contratto e a carico del Comune, in caso di rescissione unilaterale, sono sempre state indicate dalla Giunta comunale e dai suoi uffici, come un impedimento insormontabile a recedere unilateralmente dalla realizzazione di quest’opera.
La Consulta comunale territorio aveva presentato a tale proposito, fin dal 2019 una stima del costo della penale, raffrontato con i ricavi della Piacenza Parcheggi SpA per la gestione dei parcheggi a pagamento e delle rimozioni forzate. Aggiornati al 2020 tali valori assommavano all’incirca rispettivamente a 1 milione di euro o poco più a carico del Comune e a oltre 7 milioni di euro a vantaggio della società privata. Pertanto il fatto che tale capitale sia tuttora in possesso della società privata e non sia stato speso per la realizzazione dell’autosilo, contrasta con quanto pattuito nel contratto.
Dunque l’Amministrazione Comunale ha sempre avuto validi motivi anche economici, per concordare in modo non sfavorevole alle finanze pubbliche, la rescissione del contratto. Solo il 12 giugno 2024 verrà rilevato dal Comune di Piacenza un grave inadempimento del concessionario Piacenza Parcheggi SpA.
UN FUTURO CONDIZIONATO DAL PASSATO?
GPS (ex FINAL SpA socio di maggioranza dell’Associazione Temporanea d’Impresa Piacenza Parcheggi SpA) ha incassato dall’1.1.2013 una quota parte degli introiti derivanti dal pedaggio delle soste a pagamento (così dette “strisce blu”) che erano destinati a finanziare la costruzione del parcheggio interrato, che ormai non si farà. In aggiunta a detta quota, a seguito del riequilibrio del piano economico finanziario relativo agli stessi lavori, il Comune aveva concesso di aggiungere, a partire dall’1-1-24, una ulteriore quota oraria di 0,50€.
A seguito dell’interruzione del contratto Comune-GPS e della decisione di non costruire più il parcheggio interrato, questi soldi debbono essere restituiti da GPS al nostro Comune.
Da considerare poi un altro aspetto: Edilstrade Building ha effettuato lavori di scavo e relativa asportazione di terra nell’area di p.zza Cittadella, ha provveduto a fare installare una gru di dimensioni rilevanti (che immagino sia stata presa a noleggio per non si sa quanti mesi), ha realizzato una staccionata lungo tutto il perimetro dell’area dei lavori, ha provveduto a deviare sistemi fognari e ha collaborato a modificare il percorso della rete acqua potabile e dell’illuminazione stradale (anche se non si sa se i lavori siano stati o meno completati). A questo punto sarebbe da chiarire chi è tenuto a pagare questi lavori e il nolo della gru.
E si dovrà attendere il 30 aprile 2026 per sapere che non c’era un pericolo di danno grave e irreparabile, in attesa del giudizio di merito. A esso va lasciata ogni altra valutazione sul periculum in essere. A partire dalla sussistenza dell’inadempimento contrattuale che il Comune imputa a GPS-Piacenza Parcheggi SpA, in duplice forma: 1) Prolungato ritardo nell’esecuzione del parcheggio interrato; e 2) mancata presentazione degli aggiornamenti sulle garanzie bancarie. Le due gravi carenze sono finalmente indicate quali presupposti per la revoca dell’appalto.
Da ricordare inoltre che nell’aprile 2026 è stato fatto il punto in Consiglio comunale sull’iter partecipato, preliminare alla fase progettuale per una nuova piazza Cittadella, senza più parcheggio interrato, e affidata ai consulenti della società Arcadis. Come ha scritto in proposito il quotidiano Libertà, il parcheggio interrato, a questo stato dell’arte è politicamente e tecnicamente ormai defunto. Ma le sue conseguenze continueranno a pesare a lungo.
Piacenza, 15 maggio 2026


* Sindaco di Piacenza dal 23 settembre 1980 a maggio 1985
