UCTAT Newsletter n.65 – marzo 2024
di Maurizio De Caro
“Il giudizio di gusto consiste proprio nel chiamar bella una cosa soltanto per la sua proprietà di accordarsi col nostro modo di percepirla.”
Immanuel Kant, Critica del Giudizio
Siamo vicini ad un punto di svolta paradigmatica dove da varie aree teorico-progettuali si evidenzia l´urgenza di intervenire pesantemente sui concetti primi, consolidati della modernitá se non addirittura, di riflesso, della contemporaneitá.
La pandemia ha imposto svolte imprevedibili e definitive, sui concetti generali dell´abitare, del lavorare e del produrre servizi, questa nuova modalitá, questa diversa costruzione delle prassi, ci porta verso principi costruttivi che nel linguaggio generale sono una sommatoria poli-funzionale che si riassume nella “teoria del Luogo”, come espressione di questa nuova vocazione dello spazio, permeato dalle nuove possibilitá tecniche (sia nella progettazione che nella densitá tecnologica).
Andiamo con ordine:
- SOCIOLOGIA/POLITICA
- Creazione dell´ “unitá abitativa”.
La ricerca verso il concetto di “unitá minima”, essenziale, comporta una serie di articolazioni teoriche a partire dalla densitá di flessibilitá, attraverso le risposte che l´alloggio deve dare,e non è solo costruire una casa ma un “polo di densificazione dello spazio”, una parcellizzazione urbana elementare, una monade architettonica autosufficiente, una metonimia nella sequenza delle diverse ricerche storiche del novecento.
Verso una nuova produzione di segni in grado di caratterizzare ogni intervento abitativo, e sarei favorevoli al superamento dell´antica dicotomia pubblico-privato, ma sottolinierei la condizione dell´abitare del futuro come standard identitario, come nucleo significativo della complessitá sperimentale.
- Funzionalità dell´alloggio.
Partendo dal superamento delle classificazioni (proprie delle categorie compositive del novecento) si raggiunge l´assoluta indifferenza programmatica come il “locus solus”, dove il luogo è al contempo immaginario e concreto, con buona pace del grande scrittore patafisico Raymond Russel, e possiamo affermare con qualche certezza che niente è piú realistico di ogni virtualitá fantastica.
Il magico potrebbe entrare nella costruzione compositiva, dando voce all´irrapresentabile dove ogni potenzialità dello spazio si raggruma in tutte le direzioni, senza privilegiarne alcuna.
La funzione multipla è nella mente del progettista, e la sua declinazione rende libero ogni fruitore.
2. ANTROPOLOGIA
- Forme aggregative dei nuclei abitativi.
La prima delimitazione implica la separazione tra lo spazio “esterno-pubblico” e “interno-privato”, e tra luogo chiuso e luogo aperto, come nelle corrette evoluzioni della ricerca antropologica, è il “Luogo dell´Io e il Luogo del noi(tutti)”,la cittá come contenitore di condivisioni, la casa come espressione di una identità soggettiva potenziale, e in questo flusso che si esprime la dinamica dei tempi moderni, nell´alternanza continua di solitudini e socialitá.
- spazi di vicinato e di prossimità.
Tra le trasformazioni definitive post-pandemiche, la tipologia classica dello spazio per il lavoro è stata riassorbita nel tema generale del Luogo, e per altro sembra impossibile che a causa di evento non prevedibile le nostre consuetudini, consolidate nel tempo abbiano subito una cosí violenta modificazione.
Non è soltanto smart working, ma una rivoluzione copernicana sui tempi di lavoro liberati, sulle modalitá di gestione dello spazio astratto, a-funzionale ma antropologicamente contemporanea.
Vivo e lavoro, incontro ovunque, e da qualsiasi punto del mondo sono incatenato alle dialettiche che scandiscono i momenti della mia esistenza, nell´indifferenza funzionale dello spazio, al punto che l´ufficio tradizionalmente inteso è solo un vecchio rudere tipologico, un tipo arcaico in decomposizione: “siamo reti, prima di essere occupanti di spazi”, anche noi parti viventi dei “servizi digitali”.
“Lontano o vicino”, “qui o altrove”, sono condizioni dello spirito, ormai senza alcun senso perché viviamo in uno spazio-tempo senza soluzione di continuitá, in un “adesso permanente”.
3. ETICA
- Arredamento degli ambienti, e degli elementi costruttivi.
Il colloquio, la dialettica con l´etica si esprime nella volontá di realizzare arredamenti sostenibili, leggeri, magari attingendo ai processi di ri-ciclo, di recupero delle plastiche e dei materiali esausti, con una particolare attenzione alle fibre naturali, verso nuovi modelli di design integrato, una tecnologia dolce non invasiva, un paesaggio domestico(e non solo)innovativo.
L´uso dei materiali diventa parte integrante della progettazione, ma è tutto fuorchè superfluo, l´interior design si concatena nelle prassi culturali del disegno generale del “luogo” , architettura dentro un´architettura, spazio densificato dalla coscienza morale del progettista, che si esprime così in tutta la sua integritá e compiutezza formale e teorica.
- Sicurezza, igiene, salubrità dello spazio domestico,
I problemi un tempo dimenticati e connessi al ben-essere, in questo caso sono stati declinati da ulteriori verifiche nella congruitá sanitaria, nell´irrinunciabile necessitá delle nuove concezioni di salubrità e igiene, sia negli ambiti molto frequentati che in quelli piú raccolti, personali, ormai non piú totalmente privati, viste le nuove metodologie e col definitivo scambio indifferente tra funzioni.
Il Luogo nasce dall´ evoluzione del principio di residenza che, comunque teoricamente, tutti li contiene, in una forma di sintesi teorica nata dalla diversa utilizzazione nel corso del tempo e dall´ elaborazione di nuovi e diversi modelli, come dicevamo del ben-essere, nel Luogo contemporaneo ogni funzione trova una risposta, nel “dove vivo”, trovo il mio profondo e metafisico essere: il mio essere nel mondo.
4. ESTETICA
- Tipologie per nuove forme di convivenza
Certo l´estetica pura, in questo processo deve avere un ruolo non secondario rispetto alla “sorellastra” etiche, poiche in questi processi tipologici innovativi vanno riconsiderate tutte le istanze programmatiche, nella convivenza, del vivere, del lavorare.
Un compito impegnativo, filosofico, centrale nell´evoluzione delle societá multiple contemporanee, anche perchè in questo programma-progetto le discipline creative e culturali si intersecano e si sostengono a vicenda.
Bello e buono sono parti inscindibili dei Luoghi Antropizzati, bellezza e ben-essere, oggi piú che mai, hanno il compito politico di dialogare e di rendere le nostre esistenze complesse, degne di essere vissute.

