UCTAT Newsletter n.92 – settembre 2026
di Giovanni Castaldo
Ci sono libri che raccolgono e ordinano conoscenze, e altri che provano anche a restituire il senso di una disciplina. Il volume di Eugenio Arbizzani, Progettazione tecnologica e ambientale dell’architettura, appartiene infatti a questa seconda categoria. Fa esplicito riferimento ai principi fondativi della disciplina, mettendo al centro il nesso inscindibile tra progetto di architettura e la sua costruzione.
Nasce a quasi vent’anni di distanza da una precedente sistematizzazione dell’autore e prende atto di quanto, in questo intervallo, siano mutate le condizioni entro cui l’architettura viene pensata e costruita: norme e procedure, tecnologie, sensibilità ambientali, esigenze sociali e strumenti digitali.
Al centro dell’attenzione viene posta la relazione fra progetto, processo e prodotto. È una triade apparentemente semplice, ma capace di ricordare una questione essenziale: l’architettura non termina nel gesto ideativo, perché deve confrontarsi con la propria costruibilità, con la realizzazione, con l’uso e, oggi più che mai, con le successive possibilità di trasformazione e riuso.
In questo senso il libro esprime una concezione del progetto insieme concreta e responsabile. Tecnologia e sostenibilità non appaiono come elementi aggiunti a posteriori alla forma architettonica, ma come parti costitutive del progetto stesso. La sostenibilità energetica, ambientale e sociale si intreccia così con le tecniche costruttive e con i componenti industriali; allo stesso modo, la gestione multidisciplinare del processo viene riletta alla luce di strumenti come il BIM e i Digital Twin. È un modo di guardare all’architettura che tiene insieme cultura progettuale e capacità di governo della crescente complessità tecnica.
Il ricco apparato di disegni, schemi funzionali, fotografie di cantiere e dettagli costruttivi, integrato dai materiali disponibili online, dà al volume una dimensione operativa che evita il rischio dell’astrazione. La presenza di oltre duecento particolari costruttivi e di una banca dati dedicata a prodotti e soluzioni tecnologiche innovative conferma questa attenzione alla concretezza del fare.
Il prof. Arbizzani invita a utilizzare criticamente ciò che la produzione industriale e la trasformazione digitale mettono oggi a disposizione, senza rinunciare alla centralità dell’architetto come figura capace di orientare le scelte e di ricondurle a un disegno unitario.
Ne risulta un volume che può essere letto certamente come manuale e strumento di consultazione, ma anche come una riflessione sul mestiere del progettista contemporaneo: un mestiere chiamato a tenere insieme conoscenza tecnica, consapevolezza ambientale, capacità di coordinamento e qualità dell’architettura. In un momento in cui la specializzazione tende spesso a separare competenze e responsabilità, questa ricerca di una visione unitaria sembra forse il contributo più attuale e rilevante di questo lavoro.

Eugenio Arbizzani, Progettazione tecnologica e ambientale dell’architettura. Processo, progetto, costruzione, riuso, Maggioli Editore, 2026.
