Progetto per la riqualificazione di piazzale Corvetto e nuovo Centro di Identità Locale

UCTAT Newsletter n.88 – aprile 2026

progetto di: Fabrizio Schiaffonati, Elena Mussinelli, Giovanni Castaldo, Raffaella Riva, Martina Mulinacci

L’identità dei luoghi si radica nelle vicende, nelle trasformazioni morfologiche, in manufatti significanti. Un processo selettivo nel tempo che definisce permanenze, memorie, opere, figure, episodi, la cui importanza travalica la contingenza. L’identità quindi si costruisce e si consolida in dimensioni concrete e astratte, entro un’atmosfera multidimensionale di oggetti e sentimenti, tangibili e intangibili: un paesaggio dei sensi e della mente. Le identità sono, come scrivono Flavio Caroli, Philippe Daverio e Sebastiano Vassali nel volume curato da Fabrizio Schiaffonati nel 2013, “le anime del paesaggio”. Questa costruzione, selettiva e sedimentata, subisce accelerazioni per eventi topici ed epocali, come pure casuali rispetto a uno sviluppo lineare.

Il Corvetto è un quartiere assurto a notorietà sovralocale per diversi fatti di cronaca, con risvolti politici e sociali di pregnante attualità, esemplari di un diffuso disagio. Così, la narrazione recente ha sovrastato l’immagine consolidata del secolo scorso di un quartiere operaio con case popolari, opifici e fabbriche che occupavano fino a cinquantamila addetti, a pelle di leopardo dallo Scalo Romana a Rogoredo. Ma nell’immaginario collettivo il Corvetto è oggi solo sinonimo di insicurezza, violenza e spaccio, e di case sempre più degradate. Non che non sia vero: ma ancora permangono un tessuto associativo diffuso, una popolazione che esprime attaccamento a questi luoghi, architetture esemplari, notevoli valenze storico-ambientali. Una condizione unica, rispetto alla magmatica conurbazione della periferia milanese, che consente di definire il Corvetto “una città nella città”, a distanza pedonale da Piazza Duomo.

Per questo è importante proporre soluzioni adeguate e praticabili per uscire dal tunnel in cui sembra essere avviata la periferia milanese, opponendo la “rinascenza” all’abbandono di politiche amministrative per uno “sviluppo senza progresso” (Pasolini). Una recessione urbanistica scambiata per il rinnovo urbano di aggressivi interessi immobiliari.

Il nuovo edificio conterrà il Centro di Identità Locale (CIL) Corvetto, luogo di interazione e aggregazione sociale, con spazi e servizi per la comunità. L’edificio polivalente ospita funzioni orientate alla valorizzazione del quartiere, come “porta” di accesso ai suoi luoghi e alla sua storia, con un punto informazione e una mappa interattiva che evidenzia gli elementi identitari del contesto, i servizi per i cittadini e gli itinerari tematici, anche con la possibilità di visite guidate all’importante patrimonio di edilizia residenziale pubblica del Novecento che connota il quartiere: una sorta di museo all’aperto con interventi quali Barzoni-Martini, Regina Elena, Grigioni, Omero.

Il CIL offre inoltre servizi a gestione pubblica e/o privata quali caffetteria, libreria, sportelli di aiuto e informazione, spazi per le associazioni locali, sala polivalente per mostre ed eventi, spazi per lo studio, la lettura e la socializzazione. Nel periodo estivo l’edificio rappresenta inoltre un rifugio climatico aperto al pubblico.

CIL Corvetto si propone quindi come un nuovo riferimento per il quartiere, recuperando alla fruizione pubblica un’area di indubbia potenzialità, per anni rimasta priva di identità per l’incombenza del cavalcavia e per il traffico veicolare al suo intorno.

L’impronta dell’edificio, a forma di quadrilatero irregolare, riprende gli allineamenti delle vie Marocchetti e Martini, speculare a quella dell’isolato ad angolo acuto tra Corso Lodi e Viale Lucania, anche tenendo conto di alcuni vincoli in sottosuolo (presenza del Redefossi e aree di rispetto dei pozzi acquedottistici). L’edificio si compone di un piano terra e di due piani serviti da un corpo scala a tre rampe con ascensore, in corrispondenza di un patio interno a tutt’altezza che dà luce agli ambienti. La copertura piana accessibile è attrezzata per eventi all’aperto. Per lo sviluppo del progetto, si propone che l’edificio, pur se di ridotte dimensioni, assuma il carattere scultoreo di una architettura monolitica, sobria e icastica.

Riprese aeree effettuate l’8 luglio 1998, foto di Stefano Topuntoli
Piazzale Corvetto Lucania Martini Polesine Lodi, 2022, foto di Stefano Topuntoli
Masterplan scala urbana
Vista 1
Vista 2
Vista 3
Planivolumetrico
Piante e sezioni