Quando si progettava con la riga a T

UCTAT Newsletter n.89 – maggio 2026

di Stefano Topuntoli

Carta da lucido: è un tipo di carta speciale semitrasparente che permette il passaggio della luce, utilizzata per la stesura di disegni tecnici e artistici negli studi di architettura e ingegneria, venduta a fogli e in rotoli di diversa altezza e metratura.

All’interno del seminterrato via Beato Angelico 23/5 CRUP centro ricerche urbanistiche e di progettazione, foto di Stefano Topuntoli

Lucidare: operazione che consiste nel sovrapporre della carta da lucido su altro disegno per copiarne parti o l’intero.
Passare a china: ridefinire disegni tecnici o artistici stesi a matita con apposita penna caricata ad inchiostro di china.


Sgarzare: cancellare per mezzo di una lametta da barba particolari a china o intere aree di un disegno, operazione delicata in quanto una forza mal controllata rischia di forare il supporto cartaceo.


Retinare: stendere una pellicola autoadesiva recante svariate trame su aree prestabilite di un disegno, ne esistono anche di colorate usate per dare toni diversi di grigio nella copia eliografica.


Copia eliografica o eliografia: riproduzione meccanica di un disegno su lucido a contatto su apposita carta sensibile alla luce ultravioletta e sviluppata con vapori all’ammoniaca. In foto il nostro copista di fiducia sempre disposto ad esaudire le assurde richieste degli architetti, mai contenti del chiaro dello scuro e del fondo.

1281 23 12 1982 Umberto Runcio il copista, foto di Stefano Topuntoli

Radex: particolare copia eliografica su supporto semitrasparente.


Rapido: abbreviazione di Rapidograph, penna ad inchiostro di china con diversi calibri da 01 a 1,2 millimetri fabbricata da Rotring.

All’interno del seminterrato via Beato Angelico 23/5 CRUP centro ricerche urbanistiche e di progettazione, foto di Stefano Topuntoli

Portamine: penna con pulsante in grado di ospitare mine di grafite di diversa durezza.


Campana o affilamine: di marca Gedess, attrezzo di forma come il nome utilizzato per fare la punta alle mine.


Archiviare un disegno modalità: applicare ad uno dei bordi una o più fasce di carta 7×80 centimetri recanti tre fori distanziati in modo da coincidere con i tre rebbi di una forca contenuta in apposito armadio denominato panzer, vedi foto.

All’interno del seminterrato via Beato Angelico 23/5 CRUP centro ricerche urbanistiche e di progettazione, foto di Stefano Topuntoli
All’interno del seminterrato via Beato Angelico 23/5 CRUP centro ricerche urbanistiche e di progettazione, foto di Stefano Topuntoli

Normografo, compasso e sua mina tagliata fetta di salame, curvilinee, tecnigrafo, pantografo, aluna, poliestere, spruzzino, gomma pane, gomma gialla per la china, cartiglio adesivo, TimbroLoreto, bordatrice Regulus, Boby 3, rifilare e piegare in formato A4…Chi ha bazzicato uno studio di architettura prima di AutoCAD conosce bene questo gergo e tutte le azioni e le prassi fra colleghi sottoposti e progettisti titolari, ho lavorato come disegnatore al Centro Ricerche Urbanistiche e di Progettazione, CRUP, dal 1981 al 1988, mi vedete seduto ventisettenne al tavolo da disegno Zucor acquistato da Bellomi per cinquecentomilalire usato, era mio, era il mio strumento di lavoro, come tutta l’attrezzatura necessaria, esclusi i materiali di consumo forniti dallo studio. Mi chiamò Roberto Biscardini mio primo professore-tutore alla Facoltà di Architettura, avevano bisogno di qualcuno per disegnare le piante di una cooperativa, gli altri soci, Giorgio Goggi, Gianpaolo Corda e Mario Ardita, venuto mosso in foto mentre pecetta e sbianchetta. Gli anni passati in quel seminterrato sono stati formativi di una coscienza che non trovava spazio nel mondo accademico, abbandonato in breve per la fotografia a qualche esame dalla tesi di laurea
mai raggiunta. Pulire le penne dalle incrostazioni di china, tagliare metri quadrati di lucido Schoellershammer, ricoprire di carta millimetrata o di carta da spolvero le tavole di tutti i tecnigrafi, aspettare l’assegno mensile con regolare ritenuta d’acconto, andirivieni dal copista per ritirare e consegnare e controllare, uscire col geometra per battere i punti di campagna da trasferire manualmente su cartografia arretrata, fotografare piccoli borghi per piani particolareggiati, tracciare viabilità su immense tavole di PRG al 2000 con appositi tracciolini, controllare la pilastratura che si rastrema sull’asse o sul lato sugli otto piani della stecca, compilare cartigli con caratteri trasferibili Mecanorma o R41 o Letraset, segnare le volate delle porte con cerchiografi di vario diametro, calcolare e inscrivere i
rapporti aeroilluminanti di un vano, imbroccare l’intera rampa di scale con la legge di Blondel 2a+p=63 dove a e p sono alzata e pedata, fumare sigaretta, esaminare e sintetizzare flussi di traffico veicolare origine destinazione, alla fine, però, sospendere tutte le attività dello studio nel giugno 1982 per guardare l’Italia giocare al mondiale con un piccolo televisore catodico bianco e nero portato là sotto, una collezione di gesti e
movimenti fisici collaudati, congelati adesso da una cultura digitale dilagante che ha imbevuto le nostre esistenze. Tutte le foto appartengono a quel periodo di gioventù e spensieratezza e soprattutto senza password da ricordare.

Stefano al tavolo da disegno Centro Ricerche Urbanistiche 19 febbraio 1988 bn
130 0144 Palazzetto dello Sport Lodi concorso 1984
Crup Centro ricerche urbanistiche e di progettazione via Beato Angelico 23/5 Millano
Seminterrato. Da sinistra Giorgio Goggi, Roberto Biscardini, Gianpaolo Corda, Mario Ardita
All’interno del seminterrato via Beato Angelico 23/5 CRUP centro ricerche urbanistiche e di progettazione
All’interno del seminterrato via Beato Angelico 23/5 CRUP centro ricerche urbanistiche e di progettazione
All’interno del seminterrato via Beato Angelico 23/5 CRUP centro ricerche urbanistiche e di progettazione
1414 02 05 1983 Mario Ardita CRUP via Beato Angelico 23 5 Milano, foto di Stefano Topuntoli