Storie di patrimoni a perdere

UCTAT Newsletter n.90 – giugno 2026

di Elena Mussinelli

Nonostante decenni di pesante antropizzazione che ha compromesso o gravemente alterato oltre il 56% dei paesaggi costieri, con una perdita annua di circa 5 km di costa naturale a favore di strutture artificiali (dati ISPRA), l’Italia ancora conserva luoghi di straordinaria bellezza pressoché incontaminati.

È il caso della baia di Macari e Castelluzzo, nel comune siciliano di San Vito Lo Capo: oltre 2,5 km di litorale sostanzialmente integro nei suoi valori ecologici e paesaggistici, dove diversi biotopi fragili e habitat prioritari rari e pregiati sono stati inseriti nella rete ecologica europea per la biodiversità (Rete Natura 2000) e sono quindi tutelati come Zona di Protezione Speciale (ZPS, ai sensi della Direttiva Uccelli 2009/147/CE) e come Sito di Importanza Comunitaria (SIC, ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE).

Questo notevole sistema ambientale, che rappresenta la potenziale connessione ecologica tra la Riserva Naturale dello Zingaro a est e la Riserva Naturale di Monte Cofano a ovest, alterna spiagge di sabbia chiara (Baia Santa Margherita), estesi tratti di scogliera bassa e falesie calcaree, e piccole insenature miste di sabbia e ciottoli bianchi (Cala Calazza, Scaru Brucia, Zu Asparu, Cala del Bue Marino, Isulidda). Alle sue spalle si estende un vasto paesaggio rurale di uliveti secolari e macchia mediterranea, che degrada dolcemente verso la costa. Di fronte un mare trasparente dai colori spettacolari, i cui fondali ospitano vaste praterie di Posidonia oceanica.

Luoghi di una bellezza selvatica che mi hanno irretita, nei quali ho quindi deciso di trascorrere la maggior parte della mia vita, ora che sono andata in pensione: in una piccola casa costruita alla fine degli anni 70, quando ancora si poteva edificare a pochi passi dalla riva, con un terrazzino dal quale, quest’inverno, ho potuto ammirare la straordinaria potenza delle onde del mare in tempesta, e dal quale in queste giornate ormai estive posso godermi splendidi tramonti multicolore.

Si potrebbe pensare che la bellezza di questi luoghi dalla natura un po’ aspra e inospitale che ne rende poco agevole la fruizione, e la presenza di importanti vincoli di protezione rappresentino una garanzia rispetto a ogni possibile trasformazione che ne alteri il carattere e i valori ambientali, ma non è così.

Nel maggio 2024 il Comune di San Vito Lo Capo ha presentato un “Progetto per la gestione dei servizi turistici ed altri servizi accessori nelle aree in località ‘Macari e Castelluzzo’ a servizio della zona di balneazione” che prevedeva un significativo incremento della fruizione turistica lungo la baia, con la localizzazione di nuove infrastrutture e attività, e il potenziamento di quelle già esistenti, e in particolare:

  • L’ampliamento delle due aree di parcheggio (già esistenti di fatto, ma mai autorizzate) rispettivamente da ca 7.000 a 20.000 mq lungo via Calazza e da ca 13.000 a 25.400 mq lungo la SP a servizio di Baia Santa Margherita, per rispettivamente 800 e 1.016 posti auto, inclusi 9 posti per pullman da 90-12 persone) e il raddoppio di quella presso la Cala del Bue Marino, da ca 4.000 a 8.000 mq (per altri 320 posti auto);
  • L’ampliamento dell’area in concessione alla “Rina di Macari” da 1.400 a 2.000 mq., con noleggio di 145 postazioni ombrellone/lettini, due torrette di avvistamento, e la concessione di altre tre aree per il noleggio di lettini e ombrelloni in prossimità delle spiagge Calazza (200 mq, 15 postazioni), Cala del Bove (200 mq., 15 postazioni), Baia Santa Margherita (200 mq., 15 postazioni);
  • Un’area di 2.000 mq. prospiciente il litorale sabbioso di Baia Santa Margherita per l’organizzazione di manifestazioni temporanee/estive, con la collocazione di palchi e stand amovibili realizzati con intelaiatura e tralicci in acciaio;
  • Due aree prossime alle spiagge con giochi acquatici, acquagym, spinning, attrezzatura per palestra e tapis roulant, e in particolare un’area fitness di 2.000 mq e un’area fitness e giochi di 3.900 mq a Baia Santa Margherita;
  • Un’area di 2.600 mq per ospitare un teatro effimero realizzato con elementi prefabbricati in traliccio metallico (struttura autoportante) e pavimento in legno, poggiata e zavorrata al suolo con blocchi di cemento e tiranti in acciaio; in pianta la superficie massima è di m 35,00 x m 30,00. = 1.050 mq, per circa 300 posti a sedere, mentre l’altezza massima è di 6,10 m (5,10 + 1,00 m di parapetto);
  • Un’area per il noleggio biciclette (non dimensionata dal progetto)
  • Un’area noleggio canoe e pedalò di 200 mq presso Baia Santa Margherita;
  • Aree per la sosta con punti di ristoro con distributori automatici o mezzi adattati per la vendita, per un totale di 4.000 mq (100 mq. a Cala Calazza, non dimensionata a Cala del Bove e a Baia Santa Margherita);
  • Due postazioni di bagni chimici amovibili localizzate a Baia Santa Margherita (dimensionamento non quantificato dal progetto);
  • Il raddoppio della frequenza del servizio navetta esistente con due trenini con motore endotermico diesel additivato con GPL tra aree a parcheggio e spiaggia, con corse ogni cinque minuti.

Per tutte queste strutture è indicata una “temporaneità” estesa dal 15 aprile al 15 ottobre (6 mesi).

Tutti gli interventi previsti ricadevano interamente nelle aree sottoposte a tutela (ZPS ITA 010029 “Monte Cofano, Capo S. Vito e Monte Sparacio”), anche localizzandosi proprio in corrispondenza di alcuni habitat protetti (6220 – Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea; 1240 – Scogliere con vegetazione delle coste mediterranee con Limonium spp. Endemici).

Ebbene, nel novembre 2025, questa proposta ha ottenuto il parere favorevole di Vinca di I livello, che ha ritenuto di escludere totalmente che le opere previste potessero in alcun modo determinare danni ambientali o contrastare con gli obiettivi di tutela.

Fortunatamente, a gennaio, un gruppo di esperti volontari per lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione culturale dell’area ha lanciato una petizione che ha avuto risonanza nazionale. Nel giro di pochi mesi si è costituito il Comitato “Salviamo Macari” che ha avviato azioni di contrasto al progetto e di sensibilizzazione delle comunità locali e nazionali rispetto ai danni irreparabili da questo generati. La Regione ha quindi prima sospeso il parere positivo di Vinca e, a valle di ulteriori accertamenti e di una audizione del Comitato e di altre associazioni (Italia Nostra, Amici della Terra, Acquerùci, CAI, LIPU, Legambiente) che hanno presentato e poi depositato le loro osservazioni al progetto, ha disposto l’annullamento del parere stesso.

Tutto bene, quindi? La baia è al sicuro da ogni possibile ulteriore aggressione o danneggiamento? Purtroppo no.

Già nel periodo di Pasqua, e ancor di più dal mese di maggio, moltissime automobili e camper transitano e parcheggiano lungo la baia in assenza di ogni controllo, occupando sia la strada asfaltata che le aree protette e vegetate, e persino l’arenile, generando danni incompatibili con i vincoli in essere a tutela di siti a elevata rilevanza ambientale. Non è difficile immaginare gli ulteriori impatti, anche irreversibili, a danno di questi habitat rari, con l’imminente avvio della stagione estiva e la grande massa di turisti che affollerà il litorale protetto. Da pochi giorni il Comune ha emanato un’ordinanza che vieta il transito e il parcheggio lungo le strade che portano verso le cale e le spiagge, nulla dicendo circa la possibilità o meno di lasciare le automobili nelle aree di parcheggio già usate impropriamente gli scorsi anni, anch’esse soggette a vincoli di tutela. Probabilmente il minore dei mali, rispetto alla fruizione selvaggia del mese scorso, ma certamente non una soluzione…

Intanto sono in fase di redazione il Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime e il Piano Urbanistico Generale del Comune di San Vito Lo Capo che, nella sua versione preliminare, sembrerebbe riconfermare alcune delle previsioni contenute nel progetto ora bloccato.

Trovo sconcertante che sia stato presentato un progetto simile e ancor più che, dopo la bocciatura, sia necessario continuare a monitorare la situazione per evitare che nella baia di Macari e Castelluzzo trovino posto tapis roulant, giochi acquatici, distributori automatici di merendine, bagni chimici e teatri “effimeri”… (qui una mia video-descrizione del progetto: https://www.facebook.com/share/v/1JsgZMmDh8/). Con un incremento previsto del carico antropico stimabile in oltre 5.000 presenze in un contesto fragile che potrebbe ragionevolmente sostenerne non più di 1.000, 1.500 e che richiederebbe semmai una attenta regolazione degli accessi, anche con l’eventuale contingentamento delle presenze nei periodi di massima fruizione.

La realtà di San Vito Lo Capo è già caratterizzata da importanti fenomeni di overtourism (con meno di 4.000 abitanti e picchi di presenze durante i fine settimana di luglio e agosto pari a circa 20.000/25.000 turisti stabili al giorno, ai quali si aggiungono tra i 10.000 e i 15.000 escursionisti giornalieri provenienti principalmente dalle province di Trapani e Palermo). Una situazione che determina stress infrastrutturale (inadeguatezza delle reti idrica, fognaria e di smaltimento rifiuti) e perdita di vivibilità (spiagge sovraffollate e incremento generalizzato dei prezzi). Impensabile estendere alla baia di Macari e Castelluzzo un simile modello di sviluppo.

Bisognerebbe invece guardare nella direzione delineata dalla Nature Restoration Law, che impone ai Paesi membri dell’UE di elaborare Piani di Ripristino per restaurare almeno il 30% degli habitat marini e terrestri non in buono stato entro il 2030, per salire al 60% entro il 2040 e arrivare al 90% al 2050.

Vent’anni fa, la Legge 29 novembre 2007, n. 222 ha previsto l’istituzione del Parco Nazionale delle Isole Egadi e del Litorale Trapanese, una iniziativa di tutela rimasta bloccata a causa di resistenze politiche locali e conflitti di competenza territoriale, che potrebbe invece essere rilanciata per delineare un diverso scenario di fruizione della baia di Macari e Castelluzzo, più compatibile e ambientalmente consapevole.

foto di Elena Mussinelli
foto di Elena Mussinelli
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